Mappa del Duca di Noja
La mappa Mappa Topografica della Città di Napoli e de' suoi contorni, risale al 1775.
Nel 1750 il Tribunale degli Eletti o di San Lorenzo (sorta di odierna Giunta municipale ante litteram) determinò la realizzazione di una mappa topografica della città ed affidò il coordinamento dei lavori a Giovanni Carafa, duca di Noja, che si avvalse della collaborazione del valente agrimensore Vanti. Fu stabilito che l’opera venisse conclusa entro due anni e mezzo ma nel 1768, alla morte del Carafa, l’impresa non era ancora terminata. I lavori continuarono sotto la direzione di Giovanni Pignatelli, principe di Monteroduni, che coinvolse l'architetto Gaetano Brunzuoli, che stava a sua volta completando i lavori di costruzione della casa del duca di Noja, affidandogli la sovrintendenza della parte tecnica. Furono così recuperati alcuni disegni del Carafa e il Brunzuoli realizzò delle "aggiunte" che tenevano conto dei cambiamenti urbanistici avvenuti nel frattempo nella città di Napoli.
Nel 1775 Giovanni Pignatelli incaricò poi Niccolò Carletti di corredare la pianta con un indice topografico. Le prove di stampa, in cento esemplari, furono realizzate dal regio tiratore Vittorio Barbacci, mentre altri esemplari furono tirati dal romano Antonio Cenci. Il prezzo al pubblico fu fissato in dieci ducati a copia.
La mappa è costituita da 35 tavole, realizzate per impressione da lastre in rame la cui incisione venne fatta da Giuseppe Aloja, Gaetano Cacace, Pietro Campana e Francesco Lamarra. In basso, una bella veduta scenografica di Napoli e una utilissima "legenda" con 580 richiami e preziose didascalie con notizie storico-artistiche. Il tutto è contornato da una artistica cornice incisa.
Furono impressi pochissimi esemplari della Mappa, alcuni su fogli sottili che si prestavano meglio al montaggio su tela o su grossi pannelli, altri furono stampati su carta pesante per essere piegati e rilegati in volume dopo una paziente imbraghettatura tavola per tavola.Dato l'altissimo costo di dieci ducati, nei primi mesi ne furono prodotti solo 28 esemplari. Successivamente il prezzo fu ridotto a sei ducati, ma il successo non arrivò. Gli esemplari superstiti sono oggi molto rari e alle aste raggiungono altissime quotazioni.
Ferdinando Fuga lo disegnò a pianta rettangolare, lungo
Ma non basta. Egli vede la pianta non solo come un ritratto della città che deve diffondere la propria immagine di capitale, ma come uno strumento vivo attraverso il quale si media un contatto continuo con la realtà circostante.
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